Il Fronte Polisario ha condannato il coinvolgimento diretto di Siemens Gamesa con il Marocco nella costruzione illegale di un progetto di energia solare nella città occupata di Boujodur nel Sahara occidentale.
"L'attività economica di Gamesa nel Sahara occidentale costituisce un chiaro sostegno alla politica di espansione marocchina a scapito del diritto internazionale e della sovranità del popolo saharawi sul proprio territorio e sulle risorse naturali", si legge nel comunicato del Fronte Polisario.
La rappresentanza del Fronte Polisario in Europa, autrice della dichiarazione, ha denunciato che Siemens Gamesa sta caricando grandi alberi su una nave da carico nel porto di Motril, in Spagna, per l'esportazione nel porto della città occupata di Laayoune e nella città di Boujdour, progetto energetico, gestito da Enel Green Power e Nareñva.
In tale contesto, il Fronte Polisario ha ricordato la sentenza emessa dalla Corte internazionale di giustizia del 1975, in cui ha riconosciuto l'inesistenza di legami di sovranità tra Marocco e Sahara occidentale, affermazioni confermate anche con la sentenza emessa nel 2016 dalla Corte europea di giustizia, che stabilisce esplicitamente che “in conformità al diritto all'autodeterminazione del popolo saharawi, il territorio del Sahara occidentale gode di uno statuto separato e distinto da quello del Marocco, e che qualsiasi attività economica svolta nel territorio deve avere il consenso del popolo Saharawi, rappresentato dal Fronte Polisario a prescindere dal presunto beneficio.
Nella sua dichiarazione, il Fronte Polisario ha ribadito il suo invito a tutte le società straniere ad astenersi da qualsiasi azione illegale nel Sahara occidentale occupato, sottolineando la propria determinazione a prendere tutti i mezzi legali per garantire e far rispettare i diritti sovrani del popolo saharawi sul proprio territorio.
